Iniziative: Ritorno al 2017

Dal primo gennaio 2018 abbiamo assistito ad un significativo inasprimento della tassazione sui dividendi. Eccovi spiegato il funzionamento del nuovo regime della cedolare secca e i calcoli della tabella presente nella Home:

Anno Aliquota Ires Reddito Lordo Srl Dividendi tassati Tipo di Imposta Reddito netto
2004-2007 33% 100.000 40% Irpef 38.790
2008-2016 27,5% 100.000 49,72% Irpef 42.073
2017 24% 100.000 58,14% Irpef 43.504
2018 24% 100.000 26% Cedolare secca 29.354

                                                                                                                              Fonte: nostra elaborazione su dati Finextra S.r.l. e Sole 24 ore                                                                        

Ipotizziamo che l’azienda X abbia un reddito lordo di 100.000 € costante negli anni e che, una volta assolte le imposte societarie,  distribuisca integralmente gli utili a mr. X, amministratore unico della società unipersonale Y, sotto forma di dividendi  da partecipazione qualificata.
Il primo passo da fare è applicare le aliquote Ires e Irap dei diversi periodi al reddito lordo (per semplicità di calcolo la base imponibile delle due imposte è la stessa). Abbiamo un’aliquota Ires che varia in base al periodo di riferimento, come indicato in tabella, mentre supponiamo che l’aliquota Irap sia costante al 3,9%.
Avremo:

anno Aliquota totale (Ires + Irap) Imposte totali Dividendi
2004-2007 33% + 3,9% 100.000 x 36,9% = 36.900 100.000 – 36.900 = 63.100
2008-2016 27,5% + 3,9% 100.000 x 31,4% = 31.400 100.000 – 31.400 = 68.600
2017 24% + 3,9% 100.000 x 27,9% = 27.900 100.000 – 27.900 = 72.100
2018 24% + 3,9% 100.000 x 27,9% = 27.900 100.000 – 27.900 = 72.100

Da qui dobbiamo calcolare la parte di dividendi che rientra nella base imponibile Irpef e i contributi previdenziali da versare, supponendo che Mr X sia iscritto alla gestione commercianti (ipotizziamo per semplicità che i contributi siano pari al 24% del reddito lordo complessivo e si mantengano costanti per tutti gli anni). L’imponibile Irpef è dato dalla differenza tra i dividendi sottoposti a tassazione e i contributi (oneri deducibili); basterà applicarvi gli scaglioni Irpef (con ipotesi di addizionali regionali e comunali pari al 2%) per avere l’Irpef di pertinenza del periodo. Nella colonna finale il reddito netto è dato dalla differenza tra reddito lordo, imposte sulla società, contributi INPS e IRPEF.
Per evidenziare meglio la differenza con la situazione attuale facciamo una distinzione tra la situazione pre 2018 e quella post 2018:

SITUAZIONE PRE 2018
anno Dividendi Tassati Contributi INPS Imponibile Irpef Irpef Reddito Netto
2004-2007 63.100 x 40% = 25.240 24.000 25.240 -24.000 = 1.240 310 38.790
2008-2016 68.600 x 49,72% = 34.108 24.000 34.108 – 24.000 = 10.108 2.527 42.073
2017 72.100 x 58,14% = 41.919 24.000 41.919 – 24.000 = 17.919 4.596 43.504
SITUAZIONE POST 2018

Qui le cose cambiano di molto, principalmente a causa del fatto che i contributi alla gestione commercianti (ed eventuali altri “oneri deducibili”) non sono più deducibili dall’importo della cedolare secca sui dividendi. così come non è prevista nessuna possibilità di “detrazioni per oneri”. Non a caso si chiama imposta sostitutiva delle imposte sui redditi. Gli effetti negativi sul reddito netto sono evidenti:

anno Dividendi Tassati Contributi INPS Imponibile Irpef Irpef Reddito Netto
dal 2018 72.100 x 26% = 18.746 24.000 0 0 29.354

Come possiamo ridurre o per lo meno tamponare gli effetti nefasti  della cedolare secca? Ovvero: come possiamo evitare di regalare i nostri sudati risparmi allo Stato Italiano?

Per rispondere a questa e a molte altre domande noi di W2B abbiamo lanciato l’iniziativa “Ritorno al 2017”, che prevede un restyling della struttura dei costi aziendali e una diminuzione del carico fiscale in capo all’azienda prima e all’amministratore poi, in modo da ritornare il più velocemente possibile ai bei tempi precedenti la cedolare secca.
Contattaci nel form per avere maggiori informazioni a riguardo.