Giorni di Gloria

Una nuova sentenza della Ctr Lombardia, la numero 3749/16/2018, depositata l’11/09/2018, ha stabilito che è possibile per una società effettuare accantonamenti al Trattamento di Fine Mandato degli amministratori senza limiti. Si tratta dell’ultima piccola grande vittoria per chi, come noi, svolge questo lavoro con passione e crede fermamente che il Tfm sia non solo un diritto per gli amministratori ma anche un valore sociale.

Il 4 ottobre 2017 Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Lecco ricorreva contro una sentenza di primo grado che aveva accolto le ragioni di una Sas, precedentemente oggetto di una verifica fiscale per la congruita degli accantonamenti al Tfm. L’amministrazione finanziaria aveva infatti sottoposto a recupero a tassazione una presunta indebita deduzione dell’accantonamento al Tfm degli amministratori della società, sostenendo che l’interpretazione corretta dell’articolo 105 ai commi 1 e 2 del TUIR comportasse il fatto che il Tfm degli amministratori fosse soggetto alle stesse regole dell’accantonamento del Tfr dei dipendenti, ovvero compenso lordo diviso per 13,5.
Nel caso di specie non essendo previsto alcun compenso per gli amministratori della Sas, l’intero importo accantonato al Tfm (circa 70.000 €) sarebbe stato, secondo l’Agenzia delle Entrate, indeducibile dal reddito di impresa, e pertanto sottoposto ad accertamento.
La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha invece respinto l’appello della DP lecchese, precisando che il ricorso dell’ufficio amministrativo fosse “distorto e palesemente erroneo”, in quanto in materia di trattamento di fine mandato il legislatore fiscale pur operando un richiamo ai fini civilistici non ha mai espresso una normativa derogatoria per tali accantonamenti, lasciando pieni poteri all’assemblea dei soci.

La Ctr ha concluso in maniera inequivocabile che: “L’amministrazione finanziaria non ha il potere di valutare la congruità dei compensi corrisposti come TFM agli amministratori di società di persone. Tali somme sono deducibili come costi, sicché deve concludersi che nel sistema attuale la spettanza e la deducibilità degli emolumenti a favore degli amministratori è determinata dal consenso che si forma tra le parti o nell’ambito dell’ente sul punto, senza che all’ufficio sia riconosciuto un potere specifico di valutazione di congruità”, condannando la parte soccombente al pagamento di spese legali per 7.500 €.
Un altro significativo passo avanti in tal senso era stato compiuto con la sentenza di Cassazione a S.U. n° 8271 del 31 marzo 2008, in cui si stabiliva che “l’amministrazione finanziaria non ha potere di giudizio in merito alla congruità degli accantonamenti al Tfm degli amministratori”.